"If I think about the future of cinema as art, I shiver" (Y. Ozu, 1959)

INTERZONE - L’esprit de l’escalier #2 (Raúl Ruiz)

Sunday, 19 July 2015 11:12

Bruno Roberti

 La scala e lo spettro. Variazioni sul tema per Raúl Ruiz. 

Seconda parte: Il vagabondo della Luna. 

Che cos’è uno spettro, se non un vagabondo? Un fantasma è un vento. Può fare il giro del mondo in un battere d’occhio. In fondo l’idea di vedere con gli occhi di un sola e stessa persona mi risulta intollerabile. (Raúl Ruiz L’esprit de l’escalier)

«Ma siamo sicuri della paternità dello scritto, dato che manca la firma?»

«Una firma, monsieur, non ci proverebbe nulla, dato che la persona a cui pensate si dice scriva con cento tipi diversi di grafia al giorno, come conviene ai suoi scopi. Tuttavia l’evidenza del contenuto ci consente una certezza assai ampia»

«Si, ampia»

«Si, è un teatrante» 

«Ma è un  pazzo» 

«Questa è la definizione di Dio […] un teatrante pazzo»

«Pensate a quanto è lontana dal nostro concetto d’umanità, per esempio, la sua proposta di commerciare i corpi dei defunti, motivata dall'affermazione che tale traffico risolverebbe il problema mondiale della povertà. Questo pomeriggio stava per essere discussa la legge sulla Società della Luna.»

( Matthew P.Shiel L’isola degli inganni. «La Luna» )


L’isola degli inganni narra questa storia: in un antico monastero uno scienziato ruba un stele su cui è tracciata la posizione di un tesoro. Ma poi si rende conto che nessuno è in grado di decifrare la totalità dei geroglifici. Allora decide di allevare un figlio su un’isola deserta, di educarlo a tutti i saperi del mondo in modo che diventi un genio, una sorta di divinità. Per lui decifrare la stele sarà il gioco di un bambino. Ma diventato adolescente il figlio scappa dall’isola verso quel mondo che aveva conosciuto attraverso il sapere dei libri dell’isola-biblioteca. Alle perplessità di un amico sul contatto tra il ragazzo e il mondo, il professore risponde: “…sarà forse il mondo a ricevere un trauma”.

« Il fatto di credere vere le fantasie provoca la metà dei nostri guai, e quello di non credere vera la realtà, l’altra metà» (Matthew P. Shiel) 


«La ville des pirates è costruito su questa idea: è come se si stesse vedendo un film che si svolge su un’isola, poi ci sono dei personaggi e poi improvvisamente ritornano i personaggi del primo film, mettiamo un po’ come quando da ragazzino andavo al cinema e vedevo tre o quattro film in un giorno. […] Vi ho praticato dei procedimenti che non erano più applicati dai tempi del Surrealismo: per esempio fare la siesta durante le riprese, dormire assieme al soggetto del film e vedere che cosa ne viene fuori» (Raúl Ruiz)

«Prendete un bambino e assicuratevi che sogni; svegliatelo e raccontategli una storia. Cullatelo con la più bella voce off. Bisogna che riaddormentato, il bambino finisca di sognare la storia che gli avete suggerito. Bisogna che al suo risveglio senta che è stata la storia a sceglierlo e non viceversa. Una storia immortale, come si intitolava uno degli ultimi film di Welles, ma i film di Raúl Ruiz dicono che tutte le storie lo sono» (Serge Daney)

RuizManoel ha sette anni abita su un isola, l’isola di Madeira, che è anche un’isola delle meraviglie, dove la luna è più grande, e certe volte ci sono due lune di due colori diversi. Sul mare si riflettono i volti della luna, si moltiplicano e cominciano a raccontare alcune storie. In una di queste c’è un giardino proibito che confina con la casa di Manoel. Il bambino vi entra e incontra un altro se stesso di tredici anni. Isola delle meraviglie, giardino misterioso. Quando ero bambino divorai letteralmente il libro di F.H.Burnett, in copertina c’era una foto del film (che pure mi incantò) del 1949 The Secret Garden di Fred M.Wilcox, e mi innamorai della piccola Mary Lennox, cioè di Margaret O’ Brian. Anche Manoel, nel film di Ruiz di cui ho raccontato la storia (film che è un incrocio di destini) Le destins de Manoel o Manoel dans l’ile des merveilles, quando va a vivere con sua zia a Funchal, incontra una piccola campionessa di scacchi: si chiama Marilina! 

C’è un film perduto di Ruiz girato con Acacio De Almeida a Madera come prova di luce per The Treasure Island. Si è smarrita la copia lavoro montata chissà dov’è, però esiste il negativo. Un negativo di una prova di luce, dunque una prova d’ombra, che prende luce, come la Luna, da un Sole che chissà da che parte brilla. Il film si chiama Angola ou les enfants du bannissement. I bambini dell’esilio, piccoli exote, prigionieri di una pena d’erranza, condannati ad essere liberi, a trasmigrare, come per una ctena metempsicotica, reincarnazioni non di anime ma di corpi. Corpi sdoppiati e bambini, corpi d’ombra e corpi di luce, corpi solari e corpi lunari. Non sarebbe l’anima a trasmigrare nei corpi ma i corpi a trasferirsi in un’anima che dorme, e a ricorporizzarla, rivitalizzarla. Sembrerebbero “anime morte”, ma sono anime addormentate. Eveille, anime risvegliate e corpi veglianti. I corpi si riempiono di tempo e di memoria e quindi partono vecchissimi e ringiovaniscono, diventanto bambini, ma bambini sapienti, bambini assassini, bambini angeli, bambino innamorati, bambinio desideranti, bambini vittoriosi, bambini esiliati e ritornanti. Corpi clandestini e vagabondi, santi e peccatori. Lasciate, dunque, che i pargoli vengano a me…ma poi lasciateli andare per il mondo! 


Un professore vanitoso e potenzialmente assassino (Il profesor Taranne), che si sottopone a un interrogatorio, a colloqui assurdi e inquietanti (ecco la lezione di re-citazione); uno studente (quello dell’Exote, film che Ruiz aveva completamente dimenticato) che vuole essere ucciso. Un professore e un pugile gobbo (L’eveille du Pont d’Alma), che si incontrano appunto, insonni, sul Ponte dell’Anima, voyeurs e assassini, stupratori e sognatori. tutti quelli che sono svegli, in realtà dormono laggiù, al Ponte dell’Anima, nei loro corpi astrali, ma si nutrono del corpo astrale di tutti coloro che si credono svegli per le strade. Antonio e Marcel “mangiano” i corpi astrali, che diventano una unica, grande, astralità , trasversale e misteriosa come un film.


Nel Vagabondo delle Stelle di Jack London c’è un professore assassino prigioniero “del sogno”. In carcere rivive tutte le sue incarnazioni, i corpi reincarnati lungo le epoche sono corpi pieni di tempo. Uno di questi è un bambino, un altro vive su un’isola deserta.


«La luna riceve dalla terra l’energia necessaria alla sua crescita, cioè al suo sviluppo e alla formazione di nuovi germogli; questa energia è creata sulla terra dall’azione congiunta del solo, di tutti gli altri pianeti del sistema solare e della terra stessa, ed è raccolta e conservata in un gigantesco accumulatore situato sulla sua superficie. Questo accumulatore è la vita organica sulla terra. La vita organica alimenta la luna. Tutto ciò che vive sulla superficie della terra, uomini, animali, piante, serve di nutrimento alla luna. La luna è un gigantesco essere vivente che si nutre di tutto ciò che respira, di tutto ciò che germoglia sulla terra. La luna non potrebbe esistere senza la vita organica sulla terra, così come la vita organica sulla terra non potrebbe esistere senza la luna. […] Il processo della crescita e del graduale aumento del calore della luna è intimamente connesso con la vita e la morte sulla terra. Tutti gli esseri viventi liberano, nell’istante della loro morte, una certa quantità dell’energia che li ha animati; questa energia - o l’insieme delle anime di tutti gli esseri viventi: piante, animali, uomini - viene attirata verso la luna come da una colosssale elettrocalamita e le fornisce il calore e la vita da cui dipende la sua crescita. […] Nell’economia dell’Universo nulla è mai perduto e quando una energia ha finito il suo lavoro su di un piano, passa su di un altro piano» (P.D.Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto).


Ogni gradino della scala conduce a un piano e il cinema di Ruiz è come una trasposizione in sogno della Scala dei Piani. 


I bambini perduti sono sempre ritrovati


Il paesaggio nomade su cui i corpi bambini diventano vagabondi e clandestini…


à suivre…



 

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